Protesi d’anca bilaterale: il caso di Marco

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Il processo artrosico a carico dell’anca (coxartrosi) può interessare una sola oppure entrambe le articolazioni, ossia contemporaneamente l’anca destra e quella sinistra.

In quest’ultimo caso, in pazienti selezionati è possibile effettuare la doppia sostituzione protesica nel corso del medesimo intervento. 

È il caso di un mio paziente di 57 anni, che ha subito un intervento di sostituzione protesica bilaterale dell’anca per coxartrosi e nell’arco di un paio di mesi è ritornato alla normalità della sua vita quotidiana. 

 

Il caso clinico

In una percentuale non trascurabile di pazienti la coxartrosi si presenta bilateralmente, ossia colpisce sia l’anca destra che quella sinistra.

A causa del dolore e delle limitazioni funzionali correlate a questa problematica, e che possono essere tali da divenire invalidanti anche in età non avanzata, può rendersi necessario ricorrere all’intervento di sostituzione protesica di entrambe le articolazioni. 

E quando le condizioni generali del paziente lo consentono è possibile valutare l’opportunità di impiantare ambedue le protesi nel corso di un unico intervento chirurgico.

È il caso di Marco, che presentava dolore e limitazioni della mobilità, in particolare a carico dell’anca sinistra che era pressoché bloccata. Attività come andare in bicicletta, camminare per lunghi percorsi, fare camminate in montagna erano diventate per lui problematiche.

Gli accertamenti radiografici hanno consentito di porre la diagnosi di coxartrosi bilaterale e dare chiara indicazione all’intervento di artroprotesi, in quanto le evidenze di un’anca quasi in anchilosi non lasciavano spazio alle strategie di tipo conservativo.

 

La protesi bilaterale: quali vantaggi

Si rendeva quindi necessario il ricorso all’impianto di una protesi per l’anca sinistra e di una protesi per la destra. 

Come spesso accade in questi casi, il paziente ha manifestato timore per l’intervento: “Ma non è troppo presto per fare l’intervento? Non sono ancora giovane?” 

Ma dopo un periodo di esitazione, il dolore e le limitazioni funzionali hanno persuaso Marco a non temporeggiare più e a sottoporsi all’operazione chirurgica. 

In virtù delle sue buone condizioni generali di salute e dell’assenza di particolari comorbilità (ossia di patologie associate), gli ho proposto l’intervento bilaterale, quindi l’impianto simultaneo delle due protesi. 

Eseguire la sostituzione protesica di entrambe le articolazioni in un’unica seduta chirurgica si traduce in numerosi vantaggi per il paziente. Consente infatti di evitare una doppia anestesia e di evitare un doppio percorso di riabilitazione, con tempi di recupero complessivamente più brevi rispetto a due singoli interventi effettuati in due ricoveri diversi.

Peraltro il doppio intervento consente una grande accuratezza nella pianificazione della lunghezza dei due arti scongiurando potenziali scompensi a livello posturale.

 

L’esito dell’intervento e l’importanza di arrivare “pronti” 

Prima dell’intervento Marco si è sottoposto a un programma di riabilitazione e di rinforzo muscolare ad hoc con il fisioterapista Prof Gustavo Fenaroli, per me una figura professionale fondamentale, con la quale collaboro.

Mantenere i muscoli tonici consente infatti un recupero più semplice in fase post-operatoria e ha un ruolo cruciale per il successo ottimale dell’intervento.

Marco è stato sottoposto all’intervento bilaterale d’anca a fine novembre e dopo l’operazione ha svolto con costanza un programma di riabilitazione personalizzato.

Ecco le sue parole in proposito: “I due mesi precedenti l’intervento ho fatto una riabilitazione specifica presso il centro Salus lemen di Almenno San Bartolomeo, in provincia di Bergamo”

“Sono stato operato il 30 novembre e la sera stessa dell’intervento il dottor Milella mi ha piegato la gamba e ho capito che facendo determinati movimenti non sentivo più dolore. 

La sensazione più bella è stata il giorno dopo, quando mi sono messo in piedi e ho iniziato a camminare… Da lì in poi è stato un miglioramento continuo.” 

“Dopo le dimissioni ho continuato il percorso riabilitativo iniziato in Clinica, con 3 sedute di fisioterapia alla settimana, un percorso specifico e mirato che continua tuttora.”

A due mesi dall’intervento Marco vive una vita assolutamente normale. Il risultato dell’intervento dal punto di vista clinico è stato ottimo e la sua esperienza positiva, come egli stesso dichiara. 

 

La testimonianza di Marco: “Rispetto a prima è un altro vivere”

“Il momento più difficile è stato quando il dottore mi ha proposto il doppio intervento” – spiega Marco, che all’inizio aveva dubbi e timori a riguardo. 

 “Il dottore mi ha lasciato il tempo di decidere, mettendomi davanti ai limiti della mia indecisione, però non ha mai cercato di forzarmi nella mia scelta. Quando ho preso coscienza della situazione, il dottore mi ha rassicurato e mi ha spiegato la procedura e i vantaggi dell’intervento bilaterale.”

Il percorso per Marco è stato più positivo di quanto potesse immaginare, come lui stesso racconta:

“Il mio è stato un percorso che definirei piacevole, perché non ho sofferto, non ho sentito nulla da quando sono sceso in sala operatoria, e poi è stato un crescendo di benessere.”

“Il mio stupore più grande è stato quando mi sono messo in piedi il giorno dopo l’intervento.” 

E ancora: “L’intervento ti rimette in una situazione psicofisica ideale per poter riprendere la vita che si faceva prima.” E ha concluso: “Se l’avessi saputo, l’avrei fatto prima.”

L’esperienza positiva di Marco è la soddisfazione più grande per me e uno stimolo in più a continuare a operare quotidianamente seguendo la mia filosofia: lavorare con e per il paziente.


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