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Il ginocchio

Il ginocchio è l’articolazione cardine degli arti inferiori, mette in relazione il femore con la tibia. I condili femorali, emisferici, si interfacciano con il piatto tibiale e grazie ai menischi (mediale e laterale) si articolano perfettamente. E’ costituito da tre comparti, femoro-tibiale mediale , femoro tibiale laterale e femoro-rotuleo. Anche in questa articolazione l’apparato capsulo legamentoso-svolge un ruolo fondamentale. Infatti i legamenti crociati (anteriore e posteriore) , i legamenti collaterali (mediale e laterale) e la capsula articolare forniscono una buona stabità senza limitare l’escursione articolare.

Le patologie a carico del ginocchio possono quindi colpire: l’apparato capsulo-legamentoso (legamenti collaterali e crociati), il sistema di ammortizzazione ovvero i menischi e la cartilagine articolare (lesioni condrali focali e artrosi), in questi casi la terapia sarà inizialmente conservativa con fisioterapia ed infiltrazioni ed in caso di persistenza della sintomatologia terapie chirurgiche artroscopiche. Quando l’artrosi colpisce questa articolazione si parla di gonartrosi, che se lieve potrà trarre beneficio dalla terapia conservativa (fisioterapia e infiltrazioni) se avanzata necessiterà di intervento chirurgico.

Le terapie che verranno intraprese, da personale specializzato, non possono quindi prescindere da una corretta diagnosi ottenuta grazie ad un attenta valutazione specialistica e, se necessari, esami strumentali integrativi.

ARTROSCOPIA

L’artroscopia riveste un ruolo ormai importantissimo nei casi di lesioni meniscali, legamentose e condrali focali. Infatti grazie a due piccoli accessi cutanei e tramite uno strumentario dedicato all’avanguardia si possono trattare lesioni interne al ginocchio , spesso senza la necessità di ricovero ospedaliero prolungato, ma di un semplice day hospital.

Le Lesioni Meniscali

Le lesioni meniscali sono molto frequenti, colpiscono individui di qualsiasi età e possono coinvolgere  diverse parti del menisco: il corpo, il corno anteriore e quello posteriore; la lesione con sintomatologia piu intensa è chiamata a “manico di secchio” che può anche esordire con un blocco articolare del ginocchio.

Le lesioni del menisco mediale sono insieme alla lesione del collaterale mediale le più comuni lesioni del ginocchio.

Il menisco mediale può inoltre andare incontro più frequentemente a lesion degenerative, cioè essere “consumato” nell’attrito che si sviluppa tra tibia e femore, nel caso essi non siano perfettamente allineati. Questo tipo di lesione è classica dei soggetti con età superiore ai 40 anni ed è un segno iniziale dell’artrosi.

Clinicamente vi è presenza si ha tumefazione, dolore  e impossibilità al movimento attivo. Spesso la tumefazione è talmente importante che non permette una diagnosi sia clinic ache strumentale immediate, è perciò necessario attendere un paio di settimane per poter effettuare una diagnosi precisa del tipo di lesione.

La risonanza magnetica (RMN) può essere dirimente nei casi in cui la diagnosi sia più difficile, normalmente l’ ortopedico è in grado di diagnosticare con attendibilità del 90% un’eventuale lesione.

Terapia artroscopica

Nei casi di lesione degenerativa del menisco (pazienti oltre i 50-60 anni) il trattamento da attuare in prima istanza è quello “conservativo”, come intraprendere una terapia con anti-infiammatori ed eventualmente eseguire un ciclo di infiltrazioni con Acido Ialuronico (Viscosupplementazione) o infiltrazioni con PRP o lipogems. Nei pazienti giovani con lesioni meniscali la terapia è artroscopica e consiste nella riparazione, con appositi strumentari, del menisco attraverso suture oppure, se il tipo di lesione non lo permette, si può dover sacrificare parte del menisco, eseguendo una meniscectomia selettiva. Dopo l’eventuale intervento se è stata eseguita una sutura il paziente non potrà caricare per 3-4 settimane e dovrà limitare l’articolarità per evitare il “cedimento” dei punti. Se non si è riusciti ad effettuare una sutura il recupero sarà però più rapido ed il paziente camminerà in carico completo il giorno seguente all’intervento, tornerà alla vita normale 3-4 gg. dopo ed allo sport 10-15 gg. dopo.

PROTESICA

Nelle gravi artrosi, che portano a importante disfunzione articolare e dolore continuo ed ingravescente, la soluzione ormai consolidata è la sostituzione protesica; se la patologia ha coinvolto  l’articolazione per intero si propenderà per una protesi TOTALE, tre sono le possibilità:

  • postero stabilizzata , con sacrificio di entrambi i legamenti crociati;
  • a mantenimento del legamento crociato posteriore;

Nei casi in cui l’artrosi abbia colpito solamente uno dei due comparti e vi siano le condizioni ideali si propenderà per una protesi MONOCOMPARTIMENTALE, con la preservazione dei legamenti crociati ( anteriore e posteriore) e del comparto sano.

La protesi totale di ginocchio oramai rappresenta un intervento di routine con ottimi risultati funzionali e di soddisfazione da parte del paziente. Come accennato sopra la Protesi Totale di Ginocchio (PTG) si può distinguere tra posterostabilizzata e a conservazione del legamento crociato posteriore, tale scelta può essere intrapresa dal chirurgo solo dopo aver testato non solo l’integrità del Legamento Crociato Posteriore (LCP) ma anche la su continenza e resistenza allo stress meccanico. In caso di insufficiente resistenza del LCP si opterà per una PTG postero-stabilizzata con sacrificio del legamento. Se il LCP risulta invece integro e resitente si potrà utilizzare una PTG a conservazione del crociato posteriore, che concede il mantenimento di una propriocezione maggiore rispetto alla posterostabilizzata e quindi un recupero del ciclo del passo lievemente più rapido, pur avendo entrambe lo stesso risutato finale a 6-8 mesi dall’intervento.

Le protesi totali di ginocchio sono caratterizzate da diverse componenti strutturali come mostrato nella figura seguente:

  • la componente tibiale: realizzato il lega di titanio con un fittone per favorire lo scarico del peso corporeo su aree ossee piu resistenti;
  • l‘inserto meniscale: di materiale plastico ad alta resistenza (polietilene) che presenta caratteristiche di elasticità e bassa resistenza alla frizione;
  • La componente femorale: realizzato in cromo-cobalto ed incastrata sulle superfici ossee del femore dopo appositi tagli.

Le nuove tecnologie hanno permesso anche la realizzazione di protesi anallergiche indicate in pazienti con allergie a metalli quali in Nichel o il cromo-cobalto che possono invece residuare nella lavorazione delle protesi standard.

Nei casi in cui l’artrosi interessi SELETTIVAMENTE un solo compartimento dell’articolazione (mediale o laterale) è possibile la scelta di un intervento meno invasivo della PTG, con un recupero postoperatorio più rapido ed una invasività sui tessuti (sia osetomuscolare che legamentoso) drasticamente ridotta. Questo interbìvento è la Protesi Monocompartimentale di Giocchio (PMG) in cui viene sostituita solo la metà malata dell’articolazione dopo essersi accertati che le restanti parti della stessa siano integre e sane. Le componenti di base sono le stesse di una protesi di ginocchio solo adeguate all’anatomia strutturale dell’emi rima articolare interessata.

In entrambi i casi l’intervento chirurgico dura circa un’ora e il periodo di ricovero ospedaliero comporta 3 giorni di ricovero in chirurgia ortopedica e 12-15 giorni di ricovero in riabilitazione, alla dimissione il paziente, in base ai risultati raggiunto con la riabilitazione, dovrà proseguire o meno una riabilitazione ambulatoriale fino al completo abbandono delle stampelle in 30-40 giorni a cui dovrà seguire comunque un periodo di recupero muscolare autonomo, successivo, di 1 o 2 mesi a seconda dell’impegno del paziente per un recupero completo del ciclo del passo.




Il ginocchio




L’anca




Terapia rigenerativa articolare




Cos’è l’artrosi



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Dr Matteo Agnelotti

Laureato presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e studente di osteopatia presso Istituto SOMA Osteopatia.
Attualmente è fisioterapista del FC Internazionale Milano, della Fondazione Don Gnocchi e collabora con Studio Marcucci Milano.

m.agnelotti@hotmail.it
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