Abbiamo recentemente visto il ruolo delle citochineinfiammatorie# nella produzione del DANNO ARTICOLARE.
L’aumento di queste citochine, sempre presente nella OSTEOARTROSI# provoca deterioramento della cartilagine e dolore
Le proteine infiammatorie IL-1 e TNFα attaccano la cartilagine.
Come bloccare la loro azione? Con le nuove conoscenze e tecnologie è possibile produrre una soluzione antinfiammatoria autologa (AAI) partendo dal sangue del paziente.
Questa soluzione contiene concentrazioni elevate globuli bianchi, piastrine e proteine plasmatiche
Il prodotto finale contiene le citochine antinfiammatorie# IL-1ra, sIL-1R, sTNF-RI ed sTNF-RII in concentrazioni nettamente superiori a quelle del sangue intero nativo.
Oltre alle citochine antinfiammatorie vengono concentrate citochine anaboliche# (costruzione) per la cartilagine, incluse le IGF-1 e TGF-2.
È dimostrato che il trattamento infiltrativo con APS è efficace fino a 2 anni sulla RIDUZIONE DEL DOLORE e la RIDUZIONE del DANNO ARTICOLARE
Il messaggio di oggi: sappiamo che
✅ DIETA
✅ATTIVITÀ FISICA ADEGUATA
✅RIDUZIONE del PESO
 sono fondamentali per rallentare L’ARTROSI.
Ora abbiamo un ARMA da POTENTE PER LA CURA DELLA ARTROSI:

✅SOLUZIONE PROTEICA AUTOLOGA – APS




Il concetto di “doppia mobilita” in chirurgia protesica non è una novità
I vantaggi sono noti e più tardi li vedremo, allora perché proporla o meglio riproporla ora come innovazione?
Perché oltre agli innegabili vantaggi la “biarticolare” aveva il limite della DURATA a causa della USURA.
L’evoluzione dei materiali, gli studi di bioingegneria, la biologia applicata ci permette oggi unire tutti i vantaggi della doppia mobilità alla DURATA e RESISTENZA degli impianti.
Uno dei maggiori rischi per il paziente sportivo è la DISLOCAZIONE o LUSSAZIONE componenti protesiche con fuoriuscita della testa femorale dalla cavità acetabolare
Con la “doppia mobilità “ questo rischio è pressoché nullo anche per GRADI ESTREMI DEL RANGE ARTICOLARE
Nella biarticolare l’inserto tra testa e acetabolo è anch’esso mobile e si comporta come una testa GRANDE DIAMETRO -simile a quella anatomica-quindi in MINORE TENDENZA A DISLOCARSI
Inoltre la possibilità di movimenti reciproci aumenta l’ampiezza dell’arco di movimento come potete vedere dal disegno
PROTESI A DOPPIA MOBILTA’: la soluzione per il paziente sportivo con elevata richiesta di STABILITÀ ARTICOLARE.



Far tornare a correre chi faticava a camminare. Questa è la sfida che affronta ogni giorno il Dottor Andrea Milella, chirurgo ortopedico. E a giudicare dalle facce soddisfatte dei suoi pazienti, si può dire che questa sfida la vinca sempre. Mago della chirurgia protesica per anca e ginocchio, nato a Milano 58 anni fa, lavora alla Clinica San Siro ed è una delle colonne dello Studio Marcucci. “E’ una professione molto gratificante, amo il rapporto diretto con il paziente e la possibilità di seguire tutta la sua evoluzione clinica. Oggi dobbiamo investire sull’umanità, quando parliamo con una persona malata non è mai tempo perso”. La sua arma, in sala operatoria, è la chirurgia protesica delle articolazioni: “Le nuove protesi sono strumenti eccellenti, realizzate con materiali all’avanguardia e altamente affidabili. E le tecniche di impianto si sono evolute al punto da permettere interventi mininvasivi, che consentono un ritorno alle normali attività in tempi brevi e con pochi disagi, particolarmente adatti soprattutto ai giovani pazienti di patologie articolari, purtroppo in costante incremento”.


Oggi vi porto con me nella fase precedente all’intervento di protesi d’anca che sto per effettuare.

Ci troviamo nel blocco operatorio dell’IRCCS San Siro polo della Scuola di Specializzazione in Ortopedia dell’Università di Milano (Prof. F. Parente)
Io il Dr Marco Attanasio Specialista Ortopedico ed il Dr. Fabio Giulian Medico Specializzando che parteciperanno all’intervento, stiamo controllando il plannig pre-operatorio precedentemente fatto in reparto
Con un apposito programma avevamo infatti effettuato misurazioni sulle radiografie del paziente opportunamente calibrate simulando di posizionare l’impianto.

Questo operazione di PLANNING pre-operatorio ci permette di
✳️ SCEGLIERE QUALE SHAPE PROTESICO SI ADATTA MEGLIO ALLA MORFOLOGIA DEL PAZIENTE. Quindi il tipo di protesi più adatto.

✳️ DECIDERE LE MISURE DELLE VARIE COMPONENTI ASSEMBLATE TRA LORO così da poter ripristinare i rapporti articolari più simili alla anatomia originale.

Lavorare presso IRCCS San Siro struttura di alto livello di specializzazione nella chirurgia protesica – nel 2017 è stato il 4’ centro per numero di impianti in Italia – mi garantisce di poter offrire ELEVATISSIMO STANDARD DI QUALITÀ ai pazienti e di poter avere a disposizione tutte le soluzioni necessarie per far fronte a casi anche complessi e di poter utilizzare materiali con le migliori casistiche e performance di durata esistenti in commercio in tutto il panorama mondiale

Altro aspetto fondamentale è il LAVORO IN TEAM; tutta la struttura è dedicata alla protesica. Lavorare con colleghi Ortopedici Anestesisti, strumentisti radiologi, fisiatri, infermieri, ausiliari e fisioterapisti che quotidianamente trattano solo questa patologie è il vero punto di forza di questa Clinica
Far parte di un team così specializzato mi permette di lavorare in sicurezza, in un clima di fiducia reciproca e FOCALIZZARE TUTTA LA ATTENZIONE SULL’INTERVENTO con chiaro vantaggio per la riuscita e il benessere del paziente.

#protesianca #planning #teamwork #qualitàinchirurgia #qualitàmateriali #durataprotesi



CAPITA CHE DOPO AVER DIAGNOSTICATO UNA #LESIONE MENISCALE IL PAZIENTE DICA “MA IO NON HO AVUTO TRAUMI !”
Non tutte le lesioni meniscali avvengono come conseguenza di traumi.

Un tipico meccanismo di lesione è quello che riguarda lavoratori che devono mantenere posizione accovacciata e per lungo tempo.
In questa posizione la parte posteriore del menisco viene Spinta posteriormente dal femore
Questo accade in particolare quando il legamento crociato anteriore non è perfettamente funzionante (immagine 3)

Ritornando bruscamente in estensione la parte posteriore del menisco venga spinta fuori dalla sede e “pinzata”tra i due capi ossei così da lesionarsi

IL MESSAGGIO CHE VOGLIO DARVI OGGI È:
dopo essere stati accovacciati per lungo tempo bisogna fare attenzione di stendere il ginocchio LENTAMENTE per dare la possibilità al menisco di ritornare nella corretta posizione ed EVITARE DI ESSERE DANNEGGIATO.





L’ARTROSI è un PROCESSO INFIAMMATORIO CRONICO che coinvolge le ARTICOLAZIONI.

Tutte le parti che la costituiscono sono coinvolte: capsula articolare, tessuto sinoviale, cartilagine, legamenti e tessuto osseo.

Queste strutture subiscono un danno in conseguenza del processo infiammatorio mantenuto da cellule del nostro sistema immunitario

Le cellule staminali mesenchimali producono e liberano MEDIATORI CHIMICI CAPACI DI MODULARE , RIDURRE la risposta infiammatoria azione IMMUNOSOPPRESSIVA.

TERAPIA RIGENERATIVA ARTICOLARE
L’infiltrazione intra-articolare di cellule staminali mesenchimali ottenute da tessuto adiposo filtrato frazionato RIDUCE DRAMMATICAMENTE IL PROCESSO INFIAMMATORIO E CONSEGUENTEMENTE IL DANNO ARTICOLARE ARTROSICO

le Cellule Staminali Mesenchimali (MSC Mesenchymal Stem Cells) hanno capacità biologiche particolari ovvero replicarsi e di differenziarsi.

Ogni cellula madre si divide in due cellule figlie;
Una si DIFFERENZIA – si modifica verso una linea cellulare e un tessuto diverso
L’altra si REPLICA mantenendo le caratteristiche della madre (quindi darà origine a due cellule nuove; una che si differenzierà è una che si replicherà)

Nella TERAPIA RIGENERATIVA ARTICOLARE si utilizza il tessuto adiposo addominale.
Il tessuto adiposo è un eccellente DONATORE di cellule MESENCHIMALI STAMINALI.

Le proprietà curative del “grasso” sono note da tempo; nella medicina di guerra era uso utilizzare il grasso per favorire la cicatrizzazione delle ferite e delle ustioni









La protesi che ho nella mano destra fa giustamente pensare ad una MINORE INVASIVITA’ e ad un MINORE DANNO OSSEO.

È costruita con materiali altamente evoluti : ad esempio è ricoperta di uno strato poroso che favorisce là formazione di legami solidi con l’osso che la riconosce come strutturalmente simile e la avvolge producendo nuovo tessuto.
MA….

Quella a sinistra- oltre ad avere un curriculum di gloriosi successi; anche a distanza di 30 anni impianti di questo genere sopravvivono e svolgono il loro lavoro perfettamente- ha ancora un suo ruolo e continua ad essere utilizzata.
Là dove la qualità ossea è ridotta (osteoporosi importante) o il femore presenta forma CILINDRICA E VUOTA impiantare la protesi piccola vista prima potrebbe rappresentare un RISCHIO DI MOBILIZZAZIONE

TUTTO QUESTO PER DIRE CHE: LA PIANIFICAZIONE E LA CORRETTA SCELTA TRA LA GRANDE QUANTITÀ DI PROTESI SONO FONDAMENTALI PER LA RIUSCITA DI UN INTERVENTO
IL CHIRURGO DEVE SAPER ADATTARE LA PROTESI AL PAZIENTE ESATTAMENTE COME UN ABITO SU MISURA.



I due menischi del ginocchio (mediale e laterale) sono strutture fibrocartilaginee poste tra femore e tibia.
In sezione hanno forma triangolare. Hanno diverse funzioni, le principali sono:

  1. Rendere congruenti le due superfici articolari contrapposte del femore (rotondeggiante) e della tibia (piana) in modo da DISTRIBUIRE IL CARICO su una superficie più ampia – vedi schema
  2. Funzionano da ammortizzatori
  3. Contribuiscono a stabilizzare l’articolazione

Queste azioni RIDUCONO L’USURA DELLA CARTILAGINE ARTICOLARE principale causa della ARTROSI. Ecco perché la asportazione chirurgica di porzioni più o meno importanti di menisco tende ad ACCELERARE L’ARTROSI in particolare laddove vi siano già iniziali sofferenze cartilaginee.
Nelle ampie lesioni traumatiche quasi sempre il trattamento è chirurgico mediante artroscopia. Nelle lesioni croniche-degenerative tipiche dei soggetti al di sopra dei 45-50 anni, è corretto SE SINTOMATICHE proporre terapia conservativa mediante INFILTRAZIONI ARTICOLARI con ACIDO IALURONICO, concentrati piastrinici o mesenchimali staminali in presenza di erosioni cartilaginee associate.




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Vi sono nozioni scientifiche assodate a livello mondiale , ma anche procedure e pratiche utilizzate giornalmente dal Dott. Milella; questo vuole sottolineare che alcuni concetti potrebbero non rispecchiare l’assoluto accordo di altre fonti, pertanto ci si affida al buon senso del lettore.

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